Sarebbe un errore credere che Svevo guadagni qualcosa letto nelle traduzioni. In queste va perduta quella che direi la sclerosi dei suoi personaggi. Svevo vi appare elegante, mentre era faticoso e profondo, invischiato e liberissimo, scrittore di tutti i tempi ma triestino dei suoi difficili anni. Meglio dunque aggiungere qualche virgola, alleggerire qualche anacoluto ma lasciare a Svevo la musica che fu sua.
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domenica 17 marzo 2013
Eugenio Montale, Lo stile di Italo Svevo
Umberto Saba, La lingua di Italo Svevo
Svevo poteva scrivere bene in tedesco; preferì scrivere male in italiano. Fu l’ultimo omaggio al fascino assimilatore della “vecchia” cultura italiana. E’ la storia dell’amore - prima della “redenzione” di Trieste- per l’Italia.Umberto Saba, Scorciatoie e raccontini
Claudio Magris, Italo Svevo
Svevo appartiene a quella generazione di scrittori nella quale si compie, con risultati di altissima poesia, la fondamentale rivoluzione della letteratura moderna, ossia la disarticolazione della totalità e del grande stile e dell’ordine che essi impongono al mondo con imperiosa armonia... Svevo è lo scrittore che forse più di ogni altro ha compreso il crepuscolo del soggetto, la sua eclisse. Ma se ciò fa di lui uno dei padri dell’avanguardia, egli è anche lo scrittore dell’intervallo e del sottaciuto, del non-detto e della pausa; è un maestro in quell’arte della reticenza e del taciuto che si identifica col grande stile.
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